BrainOnRoad e la Guida a Controllo Intuitivo

Sicurezza Stradale, qual è il problema?

Oggi si fa un gran parlare di Sicurezza Stradale. Tutti noi sentiamo ogni giorno messaggi alla radio, sui giornali o in TV che riportano i numeri dei feriti o delle vittime sulle strade italiane. Numeri da capogiro, superati solo dalle peggiori guerre o epidemie della storia. E tutti noi restiamo scioccati da quei numeri, ci guardiamo negli occhi increduli per poi tornare inesorabilmente nelle nostre auto o sulle nostre moto pochi minuti dopo ricordando ben poco di ciò che ci è stato detto! Cosa vuol dire questo? Vuol dire che quei numeri da cronaca nera, per quanto sbalorditivi, non hanno molto effetto sulle persone. È un indizio della necessità di affrontare il tema della Sicurezza Stradale in maniera diversa, perché le modalità con le quali quel tema è arrivato finora nelle nostre vite non ha dato i risultati sperati.

Allora qual è il problema?

Ad ulteriore conferma, se leggiamo quei numeri con occhi diversi, ricaviamo qualcosa di molto significativo che spesso ci viene nascosto. Nonostante la riduzione degli incidenti con lesioni negli ultimi anni, sbandierata dalla maggior parte delle istituzioni come sintomo di una situazione in netto miglioramento, quello che non ci viene raccontato è che negli ultimi anni gli italiani usano i propri veicoli molto meno. Per la precisione il 15% in meno negli ultimi 5 anni. E volete sapere qual è la riduzione degli incidenti con lesioni negli ultimi 5 anni? Esattamente il 15%. Incredibile coincidenza! Dato che l’unico modo certo per non fare incidenti è quello di lasciare parcheggiata la macchina o la moto, ecco spiegato il motivo della riduzione degli incidenti.

Quindi cosa ci stanno dicendo le statistiche?

A chi vuole fare prevenzione vera questo dato non può restare indifferente. Non ci può bastare dire che gli incidenti sono calati, cosa della quale siamo tutti molto contenti, se non capiamo da cosa questo sia dipeso. Essendo dipeso dal ridotto utilizzo dei nostri mezzi, possiamo ragionevolmente dire che la prevenzione negli ultimi anni non ha avuto alcun effetto. Chi vuole fare prevenzione vera deve capire che qualcosa di diverso deve essere fatto per ridurre davvero l’incidentalità delle nostre strade. Le statistiche ci stanno dicendo anche che è il cosiddetto “fattore umano” la principale causa di incidenti. Ed è quindi su quello che ci dovremo concentrare se vogliamo fare una prevenzione diversa che porti i risultati sperati.

La distrazione, questa sconosciuta!

Continuare a sostenere che la vera causa d’incidente sono le infrazioni al codice della strada non aiuterà nessuno come non lo ha fatto finora, finché non spostiamo la nostra attenzione su cosa c’è a monte dell’infrazione stessa. Tutti sanno che non dobbiamo guidare dopo aver bevuto alcolici, tutti sanno che non dobbiamo passare al semaforo con il rosso, eppure tanti continuano a farlo. La prevenzione fatta finora con messaggi ai giovani e sensibilizzazione dei guidatori, seppur corretta, sta dimostrando di non ridurre sostanzialmente la pericolosità delle nostre strade.

Qual è allora la vera causa degli incidenti?

Sono ancora i numeri a dirci che, dietro le infrazioni che portano agli incidenti, c’è un nemico molto forte, il più forte di tutti, quello che causa 2 incidenti su 3, e si chiama distrazione. La distrazione alla guida dei nostri veicoli è il vero nemico da battere, e sta diventando ogni giorno più aggressivo! Non importa che tu sia neopatentato o con 40 anni di esperienza, la causa principale è sempre la stessa per chiunque, la distrazione. Quel fenomeno che a noi di BrainOnRoad piace chiamare “a cosa pensi mentre guidi”. Sì, perché è nel nostro cervello che si annida la soluzione al problema della distrazione.

Cosa vuol dire stare attenti alla guida?

Avete mai fatto caso che tutti i consigli sulla guida iniziano sempre con il “non”? Volete qualche esempio? Non passare con il rosso, non bere prima di guidare, non superare i limiti di velocità e centinaia di altri ancora. Qualcuno vi ha mai parlato di cosa bisogna fare per evitare incidenti, invece che di cosa non bisogna fare? È un po’ come dire ad una ballerina all’inizio della sua carriera che per ballare bene non deve cadere, non deve girarsi dalla parte sbagliata, non deve dimenticare di seguire la musica e sperare che con questi suggerimenti lei diventi una campionessa! Assurdo, vero? Eppure per i consigli sulla guida ci affidiamo sempre a frasi di quel tipo!

Come possiamo interpretare la distrazione?

La distrazione può essere letta su due livelli. A livello superficiale si può parlare di distrazione tutte le volte che in auto ci occupiamo di cose che non hanno niente a che fare con la guida, come usare il cellulare o il navigatore. A livello più profondo si parla di distrazione quando, anche se materialmente ci stiamo occupando esclusivamente della guida, il nostro cervello è tuttavia impegnato in altre riflessioni che non riguardano la guida stessa. Questo secondo livello è molto più subdolo e difficilmente sradicabile. È il caso di tutte quelle volte che guidiamo pensando ad un appuntamento appena concluso oppure a ciò che dovremo preparare per cena, o ancora al viaggio che stiamo organizzando. Sono tutte quelle volte che guidiamo senza concentrarci sulla guida, inteso come tutte le volte che il nostro cervello si occupa di guidare in modo automatico. Avete presente quelle volte che sbagliamo strada perché eravamo sovrappensiero? Ecco, questi sono segnali della distrazione a livello più profondo.

La soluzione, la Guida a Controllo Intuitivo

È quindi sul cervello che dobbiamo agire, sul nostro comportamento e su quello che abbiamo in mente quando ci sediamo alla guida. E, come abbiamo visto, dobbiamo agire in maniera diversa da quello che è sempre stato fatto finora. Come fare allora? Spesso un modo molto efficace per migliorare nettamente una disciplina che ha raggiunto una fase di stagnazione (la prevenzione agli incidenti stradali nel nostro caso) è quello di prendere in prestito da altre discipline ciò che dimostra di funzionare egregiamente, ed applicarlo nella sicurezza stradale. Questa è un’ottima possibilità per fare qualcosa di diverso ed efficace.

Dove possiamo prendere esempio?

Sono tre in particolare le discipline dalle quali poter ricavare esempi perfettamente utilizzabili per gli scopi che ci interessano nella prevenzione agli incidenti stradali. La psicologia, che ci fornisce il metodo per capire cosa succede nel nostro cervello quando ci sediamo alla guida; la programmazione neurolinguistica, che include tutti gli strumenti utili a indurre nuovi comportamenti funzionali alla guida; l’aeronautica, che rappresenta l’eccellenza nel mondo della sicurezza dei trasporti.

Perché parliamo di controllo intuitivo?

Appena siamo in grado di capire quali sono i meccanismi che si generano all’interno del nostro cervello e che ci portano a distrarci, siamo poi in grado di controllarli e di indurne altri che automaticamente ci faranno comportare in maniera differente. Siamo così in grado di generare un nuovo modo di sederci alla guida che, in maniera del tutto naturale e automatica (intuitiva quindi), ci permetterà di tenere perfettamente sotto controllo la strada e tutti i pericoli che si pongono davanti a noi.

È possibile prevedere gli incidenti stradali?

La Guida a Controllo Intuitivo fa proprio questo. Imparando a pensare diversamente ed a valutare diversamente lo scenario che si pone davanti a noi quando ci sediamo al volante o stringiamo un manubrio, saremo in grado di prevedere esattamente i nostri comportamenti e quelli degli altri. In altre parole avremo uno strumento potentissimo per combattere e vincere il nemico numero uno della sicurezza stradale, la distrazione.

Qualche esempio, per capire meglio

Un esempio per capire la potenzialità degli strumenti presi in prestito dalle altre discipline è il SAR, il Sistema di Attivazione Reticolare presente nel nostro cervello. Avete presente quando vi interessate all’acquisto di una nuova auto o di un nuovo cellulare? Per le donne più tipicamente avviene con l’acquisto di una borsa o di un paio di scarpe di valore. Vi interessate a quell’oggetto fino alla decisione di comprarlo. In quel momento quasi per magia, appena usciti dalla concessionaria o dal negozio, iniziate a notare una quantità di persone che ha lo stesso identico oggetto, e fino ad allora non ve n’eravate mai accorti. Tranquilli, succede a chiunque! Escludendo l’ipotesi che tutti abbiano deciso di comprare quell’oggetto nello stesso giorno in cui l’avete fatto voi, è evidente che c’è qualcos’altro che avviene nel nostro cervello e che ce lo fa notare.

Come funziona il SAR?

Questo sistema permette al nostro cervello di filtrare tutte le informazioni provenienti dall’esterno che non ci interessano, facendo passare alla parte conscia solo quelle che ci interessano. E siamo noi a decidere cosa ci interessa e cosa no. Nel momento in cui compriamo un certo oggetto, quello diventa interessante per la nostra parte conscia, e quindi il cervello inconscio inizia a far passare tutti i segnali provenienti dall’esterno che lo riguardano. Prima invece li filtrava e li fermava. Tutto questo avviene senza il minimo sforzo, e senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Come ci può essere utile alla guida?

Provate a immaginare se, invece di un cellulare o di una borsa, il segnale di allerta al cervello arrivasse da un nuovo pericolo per voi. Cosa succederebbe? Che quel pericolo del quale fino a un istante prima non vi accorgevate nemmeno, ad un certo punto diventa interessante per il vostro cervello, così il SAR inizierà a non filtrarlo più e a passarlo alla vostra parte conscia tutte le volte che vi si presenta davanti! Sarebbe un gran bel vantaggio, vero? Con la Guida a Controllo Intuitivo ci alleniamo a capire quali sono i meccanismi che fanno scattare queste molle nel nostro cervello, per poi prenderne tutti i vantaggi automaticamente su strada!

Chi può essere interessato alla Guida a Controllo Intuitivo?

Questo metodo nasce per formare una nuova generazione di persone che sappiano “affrontare correttamente la strada” e pertanto il nostro target per eccellenza sono i giovani. Inoltre per i giovani l’incidentalità stradale rappresenta purtroppo la prima causa di morte. Brutto a dirsi, ma è la triste verità. Formare i giovani significa al tempo stesso dare sicurezza ai loro genitori che, grazie alla Guida a Controllo Intuitivo, potranno sentirsi più sereni nel regalare il primo scooter o la prima auto al proprio figlio e magari passare qualche notte insonne in meno.

Ci sono altri possibili utilizzatori?

Chiunque dovrebbe seriamente pensare al proprio futuro imparando come è possibile fare la differenza su strada. Sia chi è neopatentato sia chi ha 40 anni e oltre di esperienza alla guida. Sia chi utilizza il proprio mezzo solo nel percorso casa/ufficio sia chi ne fa un uso professionale con decine di migliaia di chilometri percorsi ogni anno. Il motivo è presto spiegato. Ad oggi le statistiche ci dicono che la prevenzione non sta dando miglioramenti significativi nel ridurre gli incidenti stradali. Questo significa che ogni persona che in Italia ha una patente di guida ha il 50% di probabilità di fare un incidente grave nella sua vita ed è destinato a “visitare” il pronto soccorso almeno 3 volte nella propria vita per un incidente stradale. Questo vale per ognuno di noi, nessuno escluso, è solo questione di tempo e di fortuna!

Qualche riferimento web?

Tutti i dettagli sono raccolti nella pagina web www.brainonroad.com e nella pagina Facebook “Brain On Road”. In particolare nella sezione “testimonianze” del sito chiunque potrà leggere cosa pensano della Guida a Controllo Intuitivo le persone che hanno frequentato i nostri corsi e, nella sezione “blog”, sarà possibile vedere tutti gli eventi pubblici già organizzati ed in programma nel prossimo futuro.

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