Le 10 regole per scrivere una buona tesi

Sei in difficoltà per la tua tesi di laurea? Non sempre è facile superare il primo passo, dopo aver chiesto l’assegnazione di un argomento. Potrebbe arrivare la sindrome del “foglio bianco”, oppure l’incertezza sulle regole di bibliografia, oppure addirittura ancora non l’hai chiesta!

Insomma, per ogni situazione è importante sbloccarsi e capire quali sono i procedimenti per scrivere una tesi in modo corretto, in tempi ragionevoli e con una prospettiva di ottimi voti!

1. L’argomento della tesi: quale scegliere?

Si tratta di un momento strategico, il primo passo per capire se ci sono prospettive di ricerca o futuri sviluppi professionali in alcuni settori piuttosto che in altri.

Questo è il primo step utile per la scrittura, ovvero la scelta del titolo della tesi di laurea, l’argomento centrale che sarà il vostro impegno per alcuni mesi. Una volta approvato, sarà tua cura predisporre uno schema di sviluppo dei sotto-argomenti, e prepararsi alla ricerca della bibliografia.

Non hai nessuna idea? Il tuo relatore potrà indirizzarti, spesso gli argomenti di ricerca coincidono con quelli della sua cattedra… se hai invece, molta libertà di scelta, informati bene prima di proporne uno, un atteggiamento sicuro e propositivo ti metterà già in luce fin dall’inizio.

2. Reperire bibliografia e materiale

Ora puoi preparare una specie di tabella di marcia, per la scrittura della tesi. Si parte dalla ricerca di quello che è stato scritto sull’argomento, sia nei testi “classici” che fanno parte del sapere già acquisito, sia negli articoli e riviste di settore, specializzati nelle novità. Soprattutto nelle materie scientifiche, spesso sono presenti tante ricerche su argomenti alla ribalta. Da lì potrai attingere la base per la tua bibliografia. I luoghi dove potrai trovare questi testi di regola sono le biblioteche, gli archivi, ma anche gli spazi virtuali, ovvero la rete tramite un’adeguata ricerca… sui motori di ricerca o su siti appositi.

A tal fine, è utile consultare: Opac Sbn catalogo online di tutte le biblioteche italiane, Jstor database mondiale di articoli scientifici pubblicati, Google Scholar che individua gli studi più noti della ricerca mondiale, spesso in forma di abtract.

3. Organizzare il materiale per capitoli

A questo punto l’organizzazione mentale scatterà in pole position, per riuscire a capire come strutturare la tesi, per capitoli differenti e argomenti che siano validi. La bibliografia può essere sterminata, in alcuni casi oppure striminzita in altri. Quindi, che fare? Organizzarla in modo da creare un piano di scrittura efficace.

Ogni testo che andrai a studiare, sarà utile metterlo in promemoria per non disperdere il materiale e classificarlo sotto un adeguato argomento.

4. Scrivere seguendo la struttura della tesi

Dopo la fase di studio e raccolta, una volta che hai chiaro come sviluppare il tuo argomento, puoi procedere ad una prima stesura della tesi, che di regola comprende varie sezioni: frontespizio, indice, introduzione, testo diviso in eventuali capitoli, conclusioni, bibliografia, appendici (quando necessarie).

In particolare, è fondamentale curare bene l’indice o sommario con capitoli, paragrafi e sotto-paragrafi; anche per un lavoro di schema mentale proprio, tralasciando invece l’introduzione e le conclusioni, ideali per quando la stesura sarà finita e definita.

5. Seguire stile e una redazione del testo secondo le regole

Spesso gli atenei mettono a disposizione degli studenti dei vademecum per capire come si debbano scrivere le tesi dal punto di vista formale. Sono indicati i caratteri da utilizzare (es. Times News Roman corpo 12), le formalità dell’interlinea, le virgolette, i corsivi, etc.

per quanto riguarda lo stile, invece, allineati ad una chiarezza delle frasi, brevi e dense di riferimenti. Periodi troppo lunghi e contorti non sono mai graditi, a meno che non si esegua una trattazione di letteratura italiana densa di citazioni auliche!

6. Redigere la bibliografia

Dopo averne usufruito, la bibliografia va presentata all’interno della tesi in modo ragionato, scremata da quello che all’inizio poteva sembrare importante e che, invece, magari nel tempo si è rivelato non fondamentale. È uno degli elementi più importanti anche per i relatori e per chi la leggerà dopo.

Spesso la bibliografia viene divisa per tipologia di testi tra testi generali, articoli scientifici, saggi, cataloghi, atti di convegni e congressi, etc. nel caso non sia necessario dividerla per settori, si può allineare per ordine alfabetico oppure cronologico (metodo molto utilizzato dagli americani).

Un esempio di citazione in bibliografia?
Tomassini, Jacopo, “Sistemi di classificazione dei licheni”, in “Rivista di Nuova Ecologia”, 77, 2009, pp. 20-32

Per la “sitografia” ovvero il materiale preso in rete, seppure autorevole, può essere effettuata la stessa procedura, con uno schema simile

J. Tomassini, Sistemi di classificazione dei licheni
www. rivistanuovaecologia.it/77/sistemi-di-classificazione-licheni/, consultato il 20.11.16

7. Redigere le note a pié di pagina

Tutta questa bibliografia andrà citata all’interno del testo, no? Ebbene sì, e tramite le note a fondo pagina, in cui sono riportate le informazioni sul testo da cui è tratta una notizia oppure una citazione. Si può trattare di un libro, di un articolo ma anche di una “notazione” in cui si spiega qualcosa che non può certo essere inserito in parentesi.

Stesse regole della bibliografia, per la redazione di queste note, fondamentali per seguire le ricerche da te effettuate. Se viene citato la prima volta nel testo, si inserirà senza casa editrice come per es. J. Tomassini, Sopravvivenza dei licheni nel microclima europeo, Bologna, 2015, p. 336.
Se la citazione successiva è presa dalla stessa fonte, allora dovrete usare la denominazione latina Idem; nel caso sia lo stesso libro ma da diverse pagine, allora la giusta scrittura è Ibidem, p. 337-39

8. L’introduzione

È la fase finale, quella in cui si racchiude la presentazione che vorrai dare alla tua tesi… quindi deve essere importante ed esaustiva, dato che spesso la commissione legge questa e la bibliografia con attenzione!

Nell’introduzione si deve chiarificare l’obiettivo della tesi di laurea, la motivazione che ha spinto a scegliere l’argomento per collocarvi all’interno del dibattito scientifico da una certa angolazione o volontà. Si devono poi estrinsecare i metodi della ricerca attuati: insomma, perché e per come la tua tesi è nata ed è arrivata fino alla cattedra della discussione!

9. La conclusione

Riprendendo gli obiettivi dell’introduzione, dovete far capire a cosa siete arrivati, i risultati raggiunti dal vostro lavoro di ricerca e l’interesse che la tua tesi può suscitare in ambito accademico.

Inoltre, ottima premessa per lavori di ricerca futuri, dovrai scrivere quali sono i possibili sviluppi sull’argomento scelto: una possibilità di prospettiva anche post-laurea da non sottovalutare.

10. calma e sangue freddo

Sembra una battuta, ma l’ultimo consiglio è forse il primo, quello di mantenere sempre uno stato di organizzazione del tempo da dedicare alla tesi, senza le ansie che fanno correre negli ultimi tempi a scrivere in fretta, confondere le bibliografie, balbettare davanti al relatore…

Insomma acquisire un po’ di sicurezza in vista di questo traguardo è bene fin dalla preparazione, per poi arrivare al giorno della discussione, ad una esposizione della tesi chiara e decisa!

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