Due elementi da non sottovalutare: l’indice e la bibliografia

Oggi concentriamo la nostra attenzione su 2 aspetti fondamentali del lavoro di tesi: l’indice e la bibliografia.

Se scambiate quattro chiacchiere con i vostri ex colleghi già laureati, oppure fate un giro sui numerosi forum presenti in rete, scoprirete subito come la compilazione dell’indice e della bibliografia, sia molto più ostica del previsto.

Capita spesso infatti che, a fronte di un lavoro di tesi ben svolto, il nostro relatore abbia qualcosa da ridire proprio riguardo a questi 2 elementi a volte sottovalutati, ma che invece sono fondamentali per una struttura corretta della tesi.

Se non vogliamo quindi trovarci con l’acqua alla gola a pochi giorni dalla nostra discussione, è bene tenere a mente alcuni semplici ma importanti accorgimenti.

All’inizio…

L’indice infatti, dovrebbe essere uno dei primi tasselli da inserire nel nostro “mosaico”. E’ buona norma definire il prima possibile lo schema generale dei capitoli e solo successivamente dedicarsi alle varie sottocategorie (paragrafi, ecc..). Questo però non significa che, una volta stabilita la struttura dell’indice il lavoro sia completo, anzi.

Durante la stesura della tesi, ci troveremo spesso nella condizione di dover cambiare l’indice di partenza, che può subire numerose variazioni in base all’andamento del nostro lavoro. Queste modifiche possono essere effettuate tanto dal relatore che dall’autore, che infatti dovrà informare tempestivamente il docente riguardo ogni cambiamento.

Come sempre, in base alla tipologia di tesi scelta (sperimentale o compilativa) la struttura subirà notevoli cambiamenti, ma l’importante è non perdere di vista il percorso logico che ci guida sin dall’inizio della stesura.

…e alla fine

Anche se si trova agli antipodi dell’indice (uno è all’inizio della tesi, l’altro alla fine) la stesura della bibliografia necessita della medesima attenzione. La bibliografia infatti, cioè l’elenco dei volumi che abbiamo consultato per la nostra tesi, di norma viene richiesta dal nostro relatore sin dall’inizio. Questo perché, una bibliografia compilata nel modo corretto, viene tenuta in grande considerazione dalla commissione di laurea e influisce sulla valutazione finale.

Ovviamente, lo scopo principale della bibliografia è quello di rendere facilmente identificabili i testi consultati. Tutte le voci devono essere inserite in ordine alfabetico, in base al cognome dell’autore e in seguito, in base all’anno di edizione del testo in questione. Tutto piuttosto semplice, finché si tratta di classici volumi di testo.

Occhio alla rete

Ma quando la nostra fonte principale è il web? In questo caso le regole generali da seguire sono sempre le stesse, ma con alcune importanti accortezze in più. La rete lo sappiamo, è un organismo che vive di vita propria e cambia in continuazione.

Quindi è bene controllare con molta attenzione la fondatezza e la serietà della fonte a cui stiamo attingendo. Su internet le brutte sorprese sono sempre dietro l’angolo, quindi diventa ancor più importante prestare la massima attenzione quando svolgiamo le nostre ricerche sul web.

In conclusione possiamo solo ribadire l’importanza di questi 2 elementi (indice e bibliografia), nella stesura della tesi. In questo modo, senza perdere di vista la “rotta” da seguire, anche e soprattutto grazie all’aiuto del nostro relatore, riusciremo ad ottenere di sicuro il risultato desiderato.

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