L’introduzione della tesi: perché chi ben comincia…

Partire con il piede giusto lo sappiamo, è il modo migliore per raggiungere il nostro obiettivo.

Sbagliare qualcosa all’inizio infatti, rischia di compromettere tutto il lavoro successivo, costringendoci spesso a dover tornare indietro per correggere, con grande perdita di tempo e di energie.

E’ sempre bene tenere a mente questa semplice quanto importante regola di vita, anche quando siamo al lavoro sulla nostra tesi di laurea, in particolar modo per quanto riguarda l’introduzione (o prefazione).

Il sostantivo “introduzione” (dal latino “introducĕre”), può avere più di un significato, ma nel nostro caso si tratta di un’esposizione, spesso dettata dall’autore, di quanto serve a chiarire l’orientamento e l’impostazione di un’opera. Esattamente ciò che deve fare l’introduzione di un lavoro di tesi.
L’introduzione di una tesi di laurea infatti ha lo scopo di descrivere, in modo semplice ma esaustivo, gli argomenti che andremo ad affrontare durante tutto il lavoro.

Motivazioni, ipotesi e obiettivi

Le motivazioni che ci hanno spinto a scegliere un determinato argomento al posto di un altro, sono molto importanti e possono mettere in evidenza il nostro interesse per quel particolare campo. Sarà bene quindi riuscire a spiegarle in maniera chiara e convincente. Al contrario infatti, c’è il rischio di dare l’impressione di aver scelto il tema sparando un po’ nel mucchio, senza però un vero interesse.

Dopo la motivazione è il momento di concentrarsi sulle ipotesi e le tesi che andremo ad analizzare durante il percorso. Anche in questo caso, è bene essere molto chiari, perché in questo momento stiamo disegnando la mappa che i nostri interlocutori dovranno seguire per raggiungere il “tesoro”. Il rischio in questo caso, è di essere troppo confusionari, perdendo di vista il filo conduttore.

Ma verso quale “tesoro” dovrà portarci questa mappa? Verso l’obiettivo della nostra tesi. Sì perché un lavoro come quello di una tesi di laurea, deve avere un obiettivo finale, che deve essere chiaro fin dall’inizio. Non è possibile riuscire a seguire un percorso coerente, se non sappiamo noi per primi dove stiamo andando.

Chiarezza e coerenza

Lo scopo della nostra prefazione quindi, è quello di presentare brevemente il lavoro, senza però eccedere, sbilanciandosi con troppe informazioni che dopo verranno analizzate in maniera più completa (non a caso, durante l’introduzione le note sono sconsigliate).

Ricordiamo infatti che tutte le ipotesi e gli obiettivi di cui abbiamo parlato nell’introduzione, torneranno alla fine della tesi, all’interno delle conclusioni, quando dovremo dimostrare di aver raggiunto il nostro scopo.

Ma niente paura, come per tante altre componenti del lavoro di tesi, anche l’introduzione troverà la sua stesura definitiva solo al termine del percorso, perché il lavoro di scrittura della tesi, porterà inevitabilmente ad effettuare modifiche e a seguire strade diverse da quelle che credevamo all’inizio.

Ringraziamenti finali

Al termine della prefazione infine, è uso comune inserire i ringraziamenti, verso il mondo accademico (l’Università e il docente) e verso le persone che ci sono state vicine (famiglia, amici). Ovviamente non ci sono regole per questi ringraziamenti, basta non eccedere per non far perdere serietà al nostro lavoro.

 

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