La tesi compilativa: la scelta più diffusa per le lauree triennali

La grande ricerca alla base di una tesi compilativa

Nei giorni scorsi abbiamo visto quali sono le regole principali da seguire, quando approcciamo ad un lavoro di tesi di laurea di tipo sperimentale. Oggi invece, concentriamo la nostra attenzione verso l’altra tipologia di tesi più nota, cioè la tesi compilativa.

La tesi compilativa rappresenta un lavoro che si limita a presentare lo stato degli studi e delle ricerche su un determinato argomento. Si tratta quindi, di mettere insieme ciò che è già stato scritto riguardo un determinato argomento, senza nessun apporto di nuova conoscenza. Di solito, la tesi compilativa si applica alle lauree triennali in campo umanistico (anche se come sempre, non c’è nulla che ci obblighi a scegliere questa opzione). I passi fondamentali per approcciare al meglio a questo tipo di lavoro pochi e semplici.

La scelta dell’argomento

Per prima cosa la scelta dell’argomento: si tratta di trovare il giusto tema che soddisfi tanto i nostri interessi, quanto le nostre possibilità. Inutile scegliere un argomento troppo difficile e poco nelle nostre “corde”, solo per impressionare la commissione. Una volta certi dell’argomento della nostra tesi, è il momento di immergersi nella lettura di tutti gli studi e le ricerche che sono stati effettuate in precedenza. Si tratta di un lavoro di ricerca che può essere molto lungo, ma è sicuramente indispensabile per ottenere un buon risultato.

La tesi compilativa, a differenza di quella sperimentale, non ha lo scopo di dimostrare nuove teorie, ma approfondire e analizzare quelle già esistenti. Risulta quindi evidente l’importanza del lavoro di ricerca delle fonti e della bibliografia.  La bibliografia permette di delineare l’argomento e definire l’ossatura dell’argomento. I libri, le riviste o le fonti in genere che consulteremo infatti, rappresentano la materia della nostra tesi, ossia ciò di cui scriveremo.

Una mappa da seguire: la scaletta

A questo punto possiamo dedicarci al prossimo passo: cioè la scaletta degli argomenti. La scaletta non è un semplice “indice” perché deve indicare chiaramente tutti gli argomenti che andremo a trattare e non limitarsi solo alla struttura della tesi. Una buona scaletta quindi, può definirsi tale solo quando è molto dettagliata e precisa.
Ovviamente, mai come in questo caso, è fondamentale scrivere la nostra tesi in un italiano corretto. Occhio quindi agli errori e troviamo sempre il tempo per rileggere quello che abbiamo scritto.

Al centro dell’attenzione

A differenza della tesi sperimentale, quella compilativa di solito non conta sul supporto di dati, grafici e numeri. Durante l’esposizione della tesi quindi, sarà compito nostro coinvolgere il più possibile tutti coloro che ci stanno ascoltando. Preparare una presentazione che vari dai 5 ai 10 minuti, può essere un’ottima scelta. Non impariamo però tutto a memoria o in maniera meccanica. L’importante è avere ben presente il percorso che vogliamo seguire per arrivare alle nostre conclusioni.

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