I rischi del plagio in una tesi di laurea

Preparare la tesi di laurea richiede tempo e attenzione.

In particolare, il tempo da dedicare alla scrittura della tesi può rappresentare un vero ostacolo, visto che non tutti hanno la stessa attitudine alla scrittura. La pagina bianca infatti, rappresenta da sempre un vero e proprio incubo anche per gli scrittori di professione. Figuriamoci per chi, scrittore non è.

Si tratta del classico blocco dello scrittore. Ci sono innumerevoli modi per superare questo blocco, ma tra questi non rientra la scelta di copiare, specialmente nell’ambito della tesi di laurea. Molte volte abbiamo detto infatti che la tesi di laurea deve essere un lavoro originale, frutto del nostro sudore.

Nonostante questo però, sono molti gli studenti che scelgono questa rischiosa opzione, pur di riuscire a superare l’ostacolo. Una scelta che mette però lo studente davanti a numerosi rischi, anche dal punto di vista legale.

Software anti-plagio

Negli ultimi anni infatti, sono molte le Università che hanno deciso di contrastare questo fenomeno. L’Università di Firenze, di Udine, di Bologna, di Milano e molte altre, utilizzano un software anti-plagio per riconoscere se gli elaborati degli studenti siano copiati oppure no.

Il programma effettua un’analisi comparativa tra l’elaborato sottoposto e i vari database disponibili contenenti tesi di laurea, di master, dottorato, la documentazione disponibile in rete, le riviste elettroniche e tutte le altre risorse disponibili negli archivi del produttore del software. Il risultato dell’analisi è un report statistico con le indicazioni delle potenziali sovrapposizioni tra l’elaborato e le fonti, che andranno valutate e verificate dal docente quando considerate eccessive.

Si usa correntemente il termine plagio per designare l’appropriazione, totale o parziale, di un’opera dell’ingegno altrui nel campo della letteratura, dell’arte, della scienza, o comunque coperta dal diritto d’autore, che si voglia far passare per propria.

Se viene individuato un plagio la tesi è annullata, lo studente deve riscriverla e può essere sanzionato con la sospensione da sei mesi a tre anni dall’Università, secondo le direttive del Ministero dell’Istruzione: il rischio è quindi, utilizzando questa scorciatoia, di ritardare di molto i tempi di laurea se si viene scoperti. Ma i problemi non si fermano qui.

Cosa dice la legge italiana

Secondo la legge italiana infatti: «Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico […] presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno». «La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito». «La sentenza di condanna o quella che dichiara che il fatto sussiste, ordina la cancellazione del provvedimento che ne sia derivato».

Ovviamente, ciò non significa che non è possibile prendere in prestito le parole scritte o pronunciate da altri in precedenza. L’importante in questo caso, è sottolineare il fatto che si tratti di una citazione.

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