Alla ricerca della bibliografia perduta

come fare bibliografiaIn passato ci siamo concentrati sull’importanza della bibliografia in un lavoro di tesi.

Abbiamo visto le regole principali per scriverla e impaginarla nel nostro lavoro. Oggi invece analizziamo la ricerca bibliografica vera e propria, cercando di capire come orientarci tra una miriade di informazioni e documenti. Alcuni argomenti infatti, sono stati ampiamente discussi e si corre il rischio di essere travolti dalla quantità di materiale da analizzare.

Sfruttando alcuni canali classici come enciclopedie, dizionari e testi di base, avremo la possibilità di restringere il cerchio di ricerca, cominciando così a fare un po’ di ordine. In questa fase inoltre, è molto importante identificare la terminologia specifica che ci accompagnerà per tutto il percorso.

L’Opac

L’acronimo OPAC sta per Online Public Access Catalog . Si tratta di cataloghi che raccolgono ed archiviano i titoli e i dati dei materiali presenti presso tantissime biblioteche in tutto il mondo secondo un criterio di schedatura standard che permette di effettuare ricerche in diverse modalità (per autore, argomento, titolo, localizzazione, ecc.). Gli OPAC contengono l’equivalente dei cartoncini compilati a mano o a macchina presso le biblioteche tradizionali. Insomma i siti giusti da cui partire per la propria bibliografia.

Per ricercare e contemporaneamente localizzare il materiale bibliografico, possiamo affidarci a diversi OPAC italiani e esteri. Utilizzare gli OPAC come principale strumento di ricerca però, non è consigliabile perché produce risultati spesso sovrabbondanti.

Localizzazione e reperimento

Terminata la raccolta del materiale bibliografico, passiamo alla localizzazione e al reperimento del materiale necessario. Questa operazione è necessaria perché non tutte le citazioni bibliografiche che troveremo con la ricerca, sono collegate al testo completo. Il materiale bibliografico da consultare può essere di diversi tipi: monografie, volumi, articoli e saggi in rivista. Una tesi che contenga riferimenti solamente a volumi o solamente ad articoli denuncia alcuni limiti poiché solitamente nelle riviste si trovano contributi puntuali e più recenti, in volume invece trattazioni spesso più consolidate e ampie.

Molti libri recenti inoltre, non si trovano ancora nelle biblioteche e dunque non sono censiti nei cataloghi. Si rende dunque necessario anche dare un’occhiata ai cataloghi dei libri in commercio. Esistono dei volumi su carta, presenti in tutte le librerie, ordinati per autore, titolo e soggetto. Un’alternativa è invece consultare siti commerciali che in genere possiedono cataloghi piuttosto aggiornati ed estesi (soprattutto se indirizzati al pubblico universitario).

Sul web

Ancora una volta ricordiamo l’importanza della cautela e dell’attenzione nell’uso di materiali reperiti da internet. Negli Stati Uniti ad esempio, ogni studente, anche del primo anno, pubblica sul web i propri lavori. Lavori che però possono avere uno scarso valore scientifico, rischiando così di inserire nella nostra tesi informazioni errate. Se cerchiamo articoli scientifici, soprattutto in lingua inglese può essere utile consultare Google Scholar che segnala pubblicazioni e articoli disponibili online.

Non dimentichiamo infine, di sfruttare a fondo il sito della nostra Biblioteca di Ateneo che ci offre la possibilità di consultare gratuitamente e-book, e-journal e altre riviste elettroniche.

HAI BISOGNO DI AIUTO PER LA RICERCA BIBLIOGRAFICA?

Rispondi