L’importanza dei dettagli nella nostra tesi

Quando ci avviciniamo alla conclusione del nostro lavoro di tesi di laurea, è il momento giusto per dedicarsi ai dettagli.

Per quanto possa essere stato minuzioso il nostro lavoro infatti, c’è sempre qualcosa che si può correggere o migliorare per ottenere un risultato ottimale. A tal proposito, oggi ci concentriamo su un elemento troppo spesso sottovalutato, che però può essere molto importante ai fini della valutazione finale. Stiamo parlando delle appendici della tesi di laurea.

Dal latino appendix, ovvero pendere, l’appendice si definisce come: “Parte aggiunta, accessoria a un’altra; con riferimento a libri, aggiunta posta al termine del volume per chiarire punti particolari non trattati completamente nel testo”
Le appendici sono una sezione facoltativa della tesi. In questa parte va inserito tutto ciò che è ritenuto necessario od opportuno per la comprensione dei contenuti dell’analisi sviluppata nel lavoro di tesi, ma che potrebbe appesantire l’argomentazione se incluso nel corpo centrale dell’elaborato (ad esempio: bilanci riclassificati, questionari, ecc.). Nel caso le appendici siano più di una, andranno ordinate con lettere o con numeri (appendice A; appendice B; appendice C, ecc.).

Un valore aggiunto

Utilizzando l’appendice, possiamo allegare alla nostra tesi un qualsiasi materiale aggiuntivo e renderlo fruibile per tutti in maniera immediata. Non essendo indispensabile ai fini della comprensione del discorso, l’appendice è pensata per dare alla tesi un valore aggiunto. Questo significa che non va inserita nel corpo del testo come fosse una citazione, ma va aggiunta o all’inizio del lavoro di tesi (dopo l’indice generale), oppure al termine (dopo le conclusioni).

L’ordine classico di un elaborato di tesi infatti, dovrebbe seguire questo schema: frontespizio; colophon; ringraziamenti; indice; indice delle figure; indice delle tabelle; capitoli; appendici; bibliografia.

Il discorso invece cambia quando abbiamo a che fare con il materiale grafico della nostra tesi, cioè le immagini. In questo caso, è bene inserirle il più vicino possibile al punto in cui ne stiamo parlando. Posizionarle in fondo alla tesi come appendici infatti, renderebbe scomodo consultare il testo.

Qualche esempio

Ma cosa possiamo inserire precisamente nell’appendice del nostro testo? Di solito si tende ad inserire elementi quali: il testo originale di una legge o decreto legislativo; la versione originale di un testo raro; un documento storico; la traduzione di un racconto; un’intervista.

Ovviamente, il risultato varia notevolmente in base alla facoltà e alla tipologia di tesi. Certo, riuscire a portare avanti la raccolta delle appendici e l’elaborazione del testo di tesi, comporta un notevole risparmio di tempo e di fatica.

Ricordiamo inoltre, che molto spesso gli studenti confondono le appendici con la bibliografia. Nulla di più sbagliato,. La bibliografia infatti è un elenco che si colloca al termine dell’elaborato (dopo le conclusioni) e in cui sono riportate tutte le principali informazioni relative al materiale bibliografico utilizzato per la stesura dell’elaborato, sia citato o semplicemente utilizzato per costruire l’argomentazione della tesi.

Le appendici invece sono una cosa totalmente diversa, anche solo perché sono facoltative. Non c’è nessuno obbligo di inserirle quindi, ma di certo posso rappresentare un aiuto in più per conseguire il risultato da noi desiderato.

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