Bibliografia tesi: cosa inserire e cosa no

Il segreto per una buona tesi di laurea è nei dettagli.

Non basta che il nostro lavoro sia originale e accurato, c’è bisogno di prestare la massima attenzione a tutto. Già in passato abbiamo sottolineato l’importanza della bibliografia in un lavoro di tesi, oggi vediamo nel dettaglio cosa inserire e cosa no, all’interno della nostra.

La bibliografia è l’insieme di tutti i testi consultati per scrivere il saggio (tesi, tesina o articolo scientifico che sia): tutti i materiali che abbiamo letto o citato durante la stesura del nostro testo andranno inseriti nella bibliografia, che sarà perciò un elenco in ordine alfabetico di articoli, libri o saggi. Esistono molti standard per la compilazione di una bibliografia. Ogni disciplina ha il suo standard di riferimento (ad esempio nelle materie mediche ed infermieristiche si utilizza la bibliografia Vancouver). Ci sono poi alcune regole che potremmo definire “generali” e valide per ogni tipologia di tesi.

Regole principali

La bibliografia si scrive in ordine alfabetico per autore; se di uno stesso autore dobbiamo citare più opere, queste vanno messe in ordine di data dalla più vecchia alla più recente. Se invece si sta citando un libro, gli elementi più importanti sono il cognome dell’autore, il titolo del libro, luogo e data di pubblicazione, casa editrice. Infine, se si sta citando un articolo pubblicato in una rivista scientifica, gli elementi più importanti sono il cognome dell’autore, il titolo dell’articolo, il nome, il numero e l’annualità della rivista.

Un elemento della citazione bibliografica è costituito dalle cosiddette note tipografiche. Esse comprendono, in ordine fisso: luogo di edizione dell’opera; l’editore dell’opera; la data di pubblicazione dell’opera. Si trovano quasi sempre dopo l’autore ed il titolo dell’opera presa in esame. In questo caso si parla di descrizione bibliografica: short-title (cioè a titolo breve: autore, titolo e note tipografiche).

Una menzione in particolare la meritano i libri scritti in lingua straniera. Se non sono tradotti in italiano vanno citati nell’edizione originale (Y. BROWN, Algorythms, Chicago, Chicago University Press, 2004). Se presentano Ed. Eds. (editor, editors) = a cura di, mantenere la lingua originale. Quando invece si tratta di libri tradotti in italiano, devono essere citati nell’edizione originale, seguita (tra parentesi tonde) dai dati della traduzione italiana, es.: A. LETS, New Sciences, Boston, Sugar, 2001 (Milano, Mondadori, 2002). Attenzione: è considerato un errore citare un testo straniero nell’edizione originale, omettendo l’edizione italiana.

Dal web

Le cose cambiano quando si tratta di informazioni reperite sul web. Spesso ci si può limitare ad una menzione del testo, magari inserendo un riferimento più formale. Inoltre, poiché il contenuto delle pagine internet è soggetto a frequenti cambi, si deve inserire la data dell’ultima modifica alla pagina o, se questa non è indicata, la data del nostro ultimo accesso.
Ricordiamo infine, che non vanno invece citate le opere che non sono state effettivamente consultate, anche se esse compaiono nelle bibliografie di altri autori: tutto il materiale deve essere stato visionato da noi in prima persona.

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