Tesi di laurea: alle prese con l’introduzione

Chi ben comincia è già a metà dell’opera.

Così recita un vecchio adagio sempre attuale. Iniziare una qualunque attività con il piede giusto, è un elemento fondamentale per ottenere un risultato eccellente. Discorso valido ancor di più, quando affrontiamo la nostra tesi di laurea e, nello specifico, l’introduzione alla tesi.

L’introduzione della nostra tesi, rappresenta il biglietto da visita di tutto il lavoro. Sin dalle prime pagine infatti, il relatore e la commissione, si faranno un’idea del nostro elaborato e della padronanza che abbiamo su quel determinato argomento. Ma esiste un modo giusto per scrivere l’introduzione alla tesi?

Una panoramica generale

L’introduzione di una tesi deve descrivere nel modo più chiaro e completo, sebbene sintetico, il lavoro compiuto.
Partendo dalle motivazioni che hanno spinto alla scelta dell’argomento della tesi, l’autore deve illustrare con chiarezza la tesi o le ipotesi che intende dimostrare e indicare gli obiettivi che si prefigge di raggiungere, presentare gli strumenti utilizzati e mostrare l’organizzazione del lavoro in parti e capitoli.

Tutti gli obiettivi e le ipotesi che qui vengono descritti saranno poi ripresi nelle conclusioni della tesi, a dimostrazione che quanto ci si prefiggeva (documentato e dimostrato nel corso dei vari capitoli) è stato raggiunto.

L’introduzione può essere scritta elencando nel dettaglio tutti gli argomenti affrontati nei vari capitoli, oppure nel modo contrario, cioè senza fermarsi troppo sui particolari. Nel primo caso, il risultato che otterremo somiglierà più ad un elenco, mentre nel secondo si tratterà di una veloce panoramica, senza però descrivere il contenuto di ciascun capitolo. Ovviamente, questa scelta, varia in base alla tipologia di tesi scelta, alla materia e al corso di laurea.

Lo stile

Lo stile da utilizzare deve essere il più chiaro e semplice possibile. Ricordiamo infatti, che l’introduzione deve essere pensata e scritta per un lettore che non conosce in modo approfondito l’argomento da noi trattato. Lasciamo quindi i tecnicismi al corpo centrale del lavoro e cerchiamo di invogliare il lettore a proseguire nella lettura. Per lo stesso motivo, è inutile scrivere un’introduzione troppo lunga: meglio sfruttare poche pagine per incuriosire la commissione. Di tempo e spazio per approfondire infatti, ne avremo tantissimo dopo.

Alla fine è meglio

Infine, è bene ricordare che, anche se si tratta di un lavoro introduttivo, la cosa migliore da fare è quella di scriverla al termine della nostra tesi. Questo perché, man mano che scriviamo la tesi, verranno fuori nuove strade e nuovi percorsi che magari all’inizio non avevamo preso in considerazione. A maggior ragione questo discorso assume ancora più importanza nel caso di una tesi sperimentale. Sarebbe infatti impossibile descrivere nella nostra introduzione i risultati della ricerca, se quest’ultima ancora non è terminata.

Riassumendo: chiarezza, sinteticità e semplicità sono gli ingredienti essenziali per una buona introduzione alla nostra tesi di laurea. Magari utilizzando uno stile originale e accattivante, per invogliare alla lettura.

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