Tasse universitarie: risparmiare si può

L’istruzione pubblica è un diritto imprescindibile in un paese civile.

In Italia, almeno per quanto riguarda questo campo, possiamo definirci in prima linea. Nonostante tutte le difficoltà che affronta il nostro sistema universitario, si tratta pur sempre di uno dei più inclusivi al mondo, grazie al quale si cerca di garantire a tutti il diritto all’istruzione.

Diritto all’istruzione che però, è sempre costretto a fare i conti con il lato economico. Nonostante il fatto che, l’università italiana sia una delle più economiche al mondo, molte persone possono sempre incontrare difficoltà per proseguire gli studi. Vediamo quindi in che modo è possibile risparmiare sulle tasse universitarie.

Studenti modello

Borse di studio vere e proprie a parte, esistono una serie di esenzioni e sgravi a cui molti studenti hanno diritto e che vengono spesso e volentieri pubblicizzate poco e male. Il risultato è che senza neanche saperlo molti studenti finiscono con il pagare la retta e l’iscrizione al 100% senza neanche sospettare che, non senza qualche sforzo per stare dietro ai moduli e alle procedure, potrebbero risparmiare non poco. Uno dei primi requisiti utili è quello di essere una sorta di studente modello.

Infatti, per coloro che si laureano nei tempi stabiliti con il punteggio massimo (110/110), e aventi un ISEE non superiore a determinati livelli che variano da un ateneo all’altro, è previsto il totale rimborso dei contributi versati per quanto riguarda l’ultimo anno. In poche parole, in questo modo sarà possibile pagare un anno in meno. La richiesta però, deve essere presentata nei 30 giorni successivi al conseguimento della laurea.

Sempre legato a un livello ISEE non troppo alto, sono considerati adatti ad ottenere uno grosso sconto sulle tasse richieste quegli studenti che, al 30 settembre (cioè al termine della sessione di riparazione annuale), abbiano conseguito almeno l’80% dei crediti previsti per l’anno di corso, con un media ponderata non inferiore a 27; gli studenti con questi requisiti hanno quindi diritto ad un esonero addirittura del 50% sui contributi universitari. Agevolazione che vale anche per il primo anno, sia di triennale che di magistrale.

Studenti lavoratori

Discorso diverso quello che riguarda gli studenti lavoratori. Anche chi si divide fra studio e lavoro infatti, può usufruire di alcune agevolazioni economiche. Rientrano in questa categoria gli studenti dipendenti o assimilati (per un periodo minimo di 6 mesi), autonomi con partita IVA o autonomi con attività con attività non esercitata abitualmente; previo livello ISEE inferiore a una certa soglia e con reddito netto inferiore ai 7.000 euro, questi studenti-lavoratori possono ottenere uno sconto del 30% sulle tasse universitarie fin dal primo anno.

Sono inoltre previsti sgravi e agevolazioni nel caso di più figli di uno stesso nucleo famigliare, iscritti alla medesima università. Si tratta di una riduzione che varia sempre da ateneo ad ateneo, quindi l’ideale sarebbe rivolgersi alla propria segreteria per ottenere tutte le informazioni necessarie.

Insomma, gli sgravi fiscali per affrontare l’università sono numerosi e, in alcuni casi, estremamente convenienti. L’importante è informarsi in tempo e, soprattutto, cercare di essere degli ottimi studenti. Perché laurearsi in tempo e con buoni voti, non solo ci farà risparmiare tempo, ma anche molto denaro.

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