Classifica mondiale delle università: l’Italia cala il poker

La scelta della facoltà dipende da molti fattori.

Tra i tanti, il prestigio di cui gode un determinato ateneo, può rappresentare l’elemento determinante per scegliere un’università rispetto ad un’altra. Ogni anno vengono stilate classifiche di ogni tipo e anche l’università ha la propria.

Qs World University Rankings

Da poco più di un mese è stato svelato l’esito della Qs World University Rankings, una delle più note classifiche che seleziona le 200 università migliori al mondo per il 2018. In totale sono stati analizzati 4.388 atenei, ma solo 956 sono finiti nella valutazione finale. Quest’ultima si è basata su diversi criteri: la quantità di investimenti fatti per l’insegnamento, i pareri dei professori e dei datori di lavoro, il numero di citazioni e degli studenti stranieri.

Comanda l’America

Al vertice della classifica si trovano per la prima volta quattro università americane e al primo posto si afferma per il sesto anno consecutivo il Massachussett Institute of Technology (Mit). Mantengono il secondo e terzo posto le università di Stanford e Harvard, mentre il California Institute of Technology (Caltech) sale al quarto posto. Altre università statunitensi e britanniche perdono invece terreno, mentre avanzano quelle di Russia, Australia, Singapore, Cina e India.

In questa speciale classifica, per la prima volta l’Italia piazza ben quattro università: il Politecnico di Milano è al 170esimo posto, in salita di 13 gradini rispetto all’anno scorso, mentre l’università di Bologna ha recuperato 20 posti, arrivando al 188esimo. La Scuola superiore Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore, entrambe a Pisa, ricoprono insieme la 192esima posizione.

Molto bene anche la Employer Reputation, calcolata da Qs intervistando oltre 44mila aziende e imprese in tutto il mondo: Unibo guadagna 35 posizioni rispetto allo scorso anno. Altro risultato di rilievo è quello legato alle citazioni ottenute dalla ricerca Unibo (Citations per Faculty): considerando questo indicatore, l’Alma Mater guadagna ben 57 posizioni.

Una sapiente organizzazione

Un risultato di grande prestigio per queste facoltà, frutto di un sapiente lavoro di programmazione per il futuro. Ma questa non è l’unica classifica dedicata al mondo dell’università. Nel 2017 infatti, QS Quacquarelli Symonds, ha stilato la classifica delle migliori facoltà del mondo per 46 materie diverse. Nella top 10 di ognuna delle 46 discipline considerate emergono spesso l’Università di Cambridge, l’Università di Berkeley, L’Università di Oxford, Harvard, Stanford, il MIT, l’università di Los Angeles, la London School of Economics, Yale, la ETH di Zurigo e per finire Princeton.

Anche in questo caso però l’Italia dice la sua. L’ateneo che spicca di più nella classifica di QS è il Politecnico di Milano, che rientra tra le 50 migliori università del mondo in sei delle 46 discipline prese in considerazione (si è posizionato in settima posizione per Arte & Design). L’università di Bologna compare nella top 100 di 21 discipline, mentre la Sapienza di Roma rientra entro le 100 posizioni in ben 13 discipline.

Ben Sowter, capo del dipartimento ricerca di QS, ha affermato: “I risultati dell’analisi di quest’anno, indicano che il sistema universitario italiano resta forte in un’ampia varietà di discipline. Le università italiane appaiono nella Top-50 in 15 discipline, raggiungendo ottimi risultati in materie molto differenti come Finanza ed Archeologia, Fisica ed Arti dello Spettacolo”.

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