Progetto Erasmus: quanti studenti attira l’Italia?

Quello della fuga dei cervelli, è un termine che sentiamo molto spesso.

Di solito si parla di “fuga dei cervelli” riferendoci ai nostri migliori studenti che decidono di andare all’estero alla ricerca di fortuna. Questa scelta viene effettuata per le note difficoltà che ci sono nel nostro paese, in particolare nel mondo del lavoro. Magari però la scelta è influenzata anche da un’esperienza precedente in un paese straniero, magari attraverso il progetto Erasmus.

Progetto Erasmus

Tutti noi abbiamo amici che hanno fatto l’Erasmus (magari noi stessi) e abbiamo avuto modo di incontrare persone provenienti da altri paesi, che stavano effettuando questa esperienza nella nostra facoltà. Concentriamoci proprio su questi e vediamo se anche l’Italia è capace di attirare “cervelli” dagli altri paesi.

È un mercato da un miliardo e mezzo di euro in crescita ogni anno, ma delle centinaia di migliaia di studenti universitari che lo creano, muovendosi in lungo e in largo per l’Europa con il programma Erasmus, l’Italia ne riesce ad attirare appena il 7,4 per cento. Sole, mare, paesaggi, storia e arte non bastano a posizionarci sul podio delle destinazioni preferite: prima è la Spagna, noi siamo relegati al quinto posto, per la lingua difficile, per il costo della vita alto, per il mercato del lavoro non brillante.

Italia fuori dal podio

Anche secondo i dati a disposizione di Uniplaces, startup che ha creato una piattaforma Internet che mette in collegamento gli studenti in cerca di un alloggio con i proprietari che voglio affittare appartamenti o stanze, la scelta cade sulla Spagna innanzitutto per motivi economici. La sola Ue nel 2014 ha assegnato qualcosa come 580 milioni di euro in borse di studio, pari a una media di 270 euro al mese a studente per corsi che, sempre nella media, durano intorno ai sei mesi. Soldi che, ovviamene, non sono sufficienti a mantenersi all’estero e ai quali gli universitari devono aggiungere denaro che in gran parte arriva dalle famiglie. Ed è a questo punto che entra in gioco il bilanciamento tra i costi e i benefici.

Milano, Roma e Firenze

La startup calcola in 242 milioni l’indotto annuo generato da Erasmus in Spagna, che scendono a 147 in Italia. Nel nostro paese le città preferite dagli studenti stranieri sono Milano, Roma e Firenze, ma sempre facendo i conti con il costo della vita. Le nostre università infatti, sono di buon livello ma bisogna lavorare sull’accoglienza e facilitare i giovani, per spingere sempre più persone a scegliere l’Italia.

L’ultimo rapporto Ue rileva che, oltre all’opportunità di vivere all’estero, le principali motivazioni che spingono i giovani a fare Erasmus sono la possibilità di incontrare persone e di imparare una lingua. Anche in questo caso l’Italia non è una delle mete predilette, proprio a causa della lingua, da molti definita troppo difficile.

Altri problemi riguardano l’organizzazione delle facoltà e sono problemi comuni a tutti, non solo gli studenti Erasmus. Aule troppo affollate, mancanza di attrezzature ed eccessiva burocrazia, sono i problemi più denunciati da chi ha vissuto questa esperienza nel nostro paese.

Insomma, con un’organizzazione differente risulta ovvio quanto a beneficiarne sarebbe tutto il sistema universitario italiano e, di conseguenza, le nostre città.

Annunci

Lascia una recensione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...