Tesi di laurea: consigli nell’uso del computer

Utilizzare il computer per lavorare alla nostra tesi di laurea è ormai indispensabile.

Anche se non tutti sono avvezzi al mondo della scrittura, è necessario trascorrere molte ore al pc. Tutti i programmi di scrittura attualmente in commercio, peraltro in continua evoluzione, hanno un numero di funzioni di gran lunga maggiore del necessario.

Ma esiste un programma migliore di altri? Possiamo dire di no, è però possibile dare alcune indicazioni generali, da seguire mentre lavoriamo alla nostra tesi.

Un primo approccio

Nel caso in cui si usi per la prima volta un certo programma, o la scrittura al computer in generale, un piccolo investimento iniziale nello studio del manuale è molto remunerativo. In particolare, è bene cercare fin dall’inizio di apprendere le funzioni di spostamento rapido (parola, paragrafo, pagina ecc.), ricerca e sostituzione, outline (in italiano chiamato «struttura»). Quest’ultima funzione, spesso sottoutilizzata, dà un aiuto notevole nell’organizzazione del proprio lavoro e consente una generazione automatica dell’indice e delle testatine.

Aspetti logici del testo

In prima stesura preoccuparsi solo degli aspetti logici del testo, non di quelli estetici (impaginazione, interlinea, margini, allineamento ecc.). Ciò vale soprattutto se non si è ancora esperti nell’uso di un programma. Gli aspetti esteriori devono essere curati solo alla fine, eventualmente con l’aiuto di una persona più competente. Se poi il testo va consegnato in formato elettronico, meno esso viene «formattato» e meglio è. In questo caso è bene evitare anche l’uso di set di caratteri non latini o che abbiano una mappatura particolare, a meno che ci siano stati accordi preventivi.

Per le note a piè di pagina tutti i programmi moderni posseggono un’apposita funzione, con la quale esse vengono anche numerate automaticamente. Si osservi tuttavia che quando il testo va consegnato in formato elettronico per la pubblicazione, spesso viene chiesto che esse siano raccolte in un documento separato.

Purtroppo non esiste un modo semplice per effettuare la trasformazione, né in un verso né nell’altro. Nel caso dunque si preveda di scrivere poche note, si potrebbe scegliere di non usare l’apposita funzione, rinunciando ovviamente però a porle a piè di pagina e raccogliendole invece alla fine del testo.

In tal caso una soluzione semplice consiste nello scriverle provvisoriamente all’interno del testo, identificate in qualche modo (per esempio tra parentesi graffe) e solo quando si è finito il lavoro spostarle in fondo inserendo al loro posto i numeri di riferimento.

Formato HTML

Nel caso si debba generare il proprio testo in formato HTML per la pubblicazione su Internet, la cosa migliore è scrivere direttamente in «sorgente», seguendo le raccomandazioni del W3C e usando un validatore per controllare la correttezza sintattica.

Evitiamo comunque qualsiasi formattazione di significato estetico anziché logico. In un comune testo, i comandi che dovrebbero normalmente comparire sono solo quelli relativi ai livelli di titolazione (<h1>, <h2> ecc.), agli elenchi (<ul>, <ol>), ai paragrafi (<p>), ai blocchi di citazione (<blockquote>), agli stili logici (<em> per le parole enfatizzate, <cite> per i titoli, <i> per i termini stranieri). Evitiamo il più possibile il comando <font> e l’uso improprio (cioè puramente grafico) di <table>.

 

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